miércoles 25 de noviembre de 2009
PREMIO: "HOTEL MUY LIMPIO"
El Hotel Bécquer ha sido reconocido como Hotel Muy Limpio por los usuarios de Venere.com de todo el mundo.¿Qué significa?Este galardón se basa única y exclusivamente en la puntación dada por los huéspedes. Se han seleccionado los hoteles más votados según distintas categorías (ubicación, limpieza, etc...)
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Premio Hotel Muy Limpio
miércoles 18 de noviembre de 2009
miércoles 21 de octubre de 2009
Murillo con 'piercing'
Murillo con un 'piercing' es el más joven Murillo. El Museo de Bellas Artes de Bilbao ha elegido esta provocativa propuesta como cartel anunciador de la exposición 'El joven Murillo', que reunirá a partir del 19 de octubre medio centenar de obras del periodo juvenil del pintor sevillano. La muestra, después de permanecer tres meses en la pinacoteca bilbaína, viajará al Bellas Artes de la capital hispalense, donde se podrá ver a partir del 18 de febrero de 2010.El cartel, calificado como "arriesgado y muy divertido" por Benito Navarrete, comisario de la exposición junto a Alfonso E. Pérez Sánchez, utiliza un autorretrato de Bartolomé Esteban Murillo (Sevilla, 1617-1682) fechado en torno a 1650-1655, es decir, cuando el pintor contaba con poco más de 30 años.
miércoles 7 de octubre de 2009
"Colección Casa de Alba" - Museo de Bellas Artes
El próximos jueves 15 de octubre se inaugurará en el Museo de Bellas Artes de Sevilla la exposición de cuadros "Colección Casa de Alba". la exposición podrá ser visitada hasta el próximo 01 de Enero 2010.
lunes 28 de septiembre de 2009
Leave your worries at home and visit Seville.
During these uncertain times many have opted to holiday closer to home, believing it to be the cheaper option. However, with offers and discounts at many hotels across Europe and flights available from low cost airlines this may not always be the case. Why not venture further a field and see what Seville in the south of Spain has to offer?As the capital of the large southern region of Andalusia, Seville has something for everyone. If it’s history you are interested in, like with the rest of the region, Seville has many fine examples of architecture left behind after hundreds of years of Moorish rule. For example, the lofty Giralda tower of the Cathedral, an UNESCO World Heritage site, and the vast and beautiful Alcazar palace, where even today the King of Spain stays on his visits to the city. With sights like these simply wandering around the city is a fascinating and low cost activity.
Flowing through Seville is the beautiful Guadalquivir River, which brought Seville much of its wealth in the days of Christopher Columbus and now adds to the beauty of this historic city and provides a picturesque setting for many riverside bars and restaurants.
If it is nightlife that you are looking for Seville can supply you with everything you want. The carefree Spanish lifestyle means that the town is always buzzing, not only in the many traditional tapas bars which offer you delicious little dishes for only a few euros, but also in the bars and clubs. In the summer months popular venues are the outside terrace clubs and bars where you can dance the night away beneath the stars.
Getting to Seville is cheap and easy with flights available with RyanAir from London-Stanstead. Once there you can find all types of accommodation for every type of traveller, with hostels for the backpacker up to five-star luxury for those who prefer something special and many reasonably priced, good hotels in between. So why not fight the crisis, leave your money worries behind and visit Seville.
domingo 27 de septiembre de 2009
SIVIGLIA
Dalle carrozze agli alberghi di Siviglia, una giornata da non dimenticare.Tutto nasce come una sorta di appuntamento al buio. Non tra una coppia di persone, ma bensi’ tra due persone ed una incredibile citta’! Le due persone del caso siamo io e mia moglie, con i giusti soldini al seguito e tanta voglia di festeggiare alla grande il nostro quinto anniversario di matrimonio. La citta’, a noi fino ad allora sconosciuta, è Siviglia.
Il tempo a disposizione è poco, ma questo non ci scoraggia, anzi. Arriviamo che e’ gia’ notte, ed abbiamo solo il tempo di recarci presso un romantico albergo di Siviglia. Si va presto a letto, e la colazione che ci aspetta il giorno dopo e’ di quelle memorabili.
Iniziamo la nostra giornata con un romantico giro in carrozza, dove coccolati dal rumore antico dello scalpitio dei cavalli, deliziamo i nostri occhi dinanzi a meraviglie come la Giralda, la Torre del oro, il fiume Guadalquivir e Plaza D’España. Dopo la delizia degli occhi, ci dedichiamo a quella dello stomaco, facendoci conquistare da un tipico bar di tapas. Non c’è tempo di oziare che e’ giá ora di riprendere il nostro tour. E’ stavolta lo storico quartiere di Santa Cruz, con i suoi splendidi vicoletti e la sua luce soffice, a lasciarci senza fiato. Torniamo infine cosi’, esausti e leggeri, a farci coccolare dal nostro accogliente hotel di Siviglia.
Una bella dormita ed é giá ora di tornare in Italia, al lavoro ed alle camicie da stirare ed alle bollette da pagare, ma con negli occhi ancora dei momenti, ed una cittá, indimenticabili. Hasta luego Sevilla!
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Il rock scivola via in un albergo di Siviglia
A volte i sogni si avverano, anche se non sempre è bello che sia così. Da bravo adolescente (ho 19 anni, scusate se è poco), uno dei miei sogni è (era, ormai) quello di incontrare Liam Gallagher degli Oasis. Spirito ribelle, rock star d’altri tempi, Beatles mancato per colpa di pochi decenni, incarna quello che io (come mille miliardi di altri voi) ho sempre voluto essere. E la voglia di incontrarlo, magari guardandolo sfacciatamente negli occhi, era più alta di quella di vincere la lotteria. E l’ho incontrato davvero. E sarebbe stato meglio vincere la lotteria.
Sono (siamo) in un albergo di Siviglia, io per vacanze e lui per lavoro (e quindi anche lui per vacanze). Il momento è quello della prima colazione, intorno alle 9 di mattina. La prima reazione alla sua vista è diversa e va da un semplice risveglio-shock all’estasi da vittoria della Champion’s league, passando per fasi quali le apparizioni dei vari santi del calendario.
Recuperato un minimo di sobrietà e verginità mentale, inizio a notare (o meglio memorizzare) ogni minimo suo gesto nella speranza di vedere un atteggiamento da dura e vera rock-star. Dai, penso, ordina birra e salsicce e tira il coltello addosso al cameriere. Dai, incito dentro di me, rovescia il tavolino e salta sulle poltrone, rutta e mandaci tutti a quel paese. Dai, dai fuoco alla stanza. Dai, sniffa un pò di zucchero.
Ed invece, delusione, attentato, orribile, è una persona gentile ed educata.
In quella sala di quell’albergo di Siviglia, il mondo mi cade addosso.
Il rock è morto. Niente più sogni crudeli. Niente piú auto-distruzione. Niente piú sudiciume. Che tristezza.
Faccio un ultimo tentativo, mi avvicino per chiedergli un autografo con in realtá la speranza che mi picchi, ma lui firma e addirittura mi sorride. E mi saluta, stringe la mano e non si rende conto peró che una lacrima di dolore mi scorre giú dagli occhi.
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Io e Vazquez Montalban rinchiusi in un albergo di Siviglia
Lo ammetto, mi piace leggere. E non mi vergogno di dire che adoro anche i romanzi gialli, da Camilleri ad Agatha Christie passando per quella colonna portante che è il catalano Manuel Vázquez Montalbán. Il gusto del poliziesco, dell’orrore, dell’assassino che non sempre è il maggiordomo, del raccontare le perdute anime umane, accompagna la mia voracitá di libri non solo durante l’estate (a torto considerata il periodo dei libri facili).
Mi ha colpito parecchio, quindi, il commento lasciatosi sfuggire il receptionist di un albergo di Siviglia che, come se fosse una curiositá frivola, mi dice che nella mia stanza ha dormito anni fá l’ideatore di Pepe Carvalho. Non so perchè lui sia capitato lì, nè cosa facesse o pensasse. Só solo che la mancanza di altre notizie su questo mini evento ha fatto partire tutte le cascate e i fiumiciattoli della mia fantasia, ed ha cambiato totalmente quella piccola notte di quello stupendo viaggio in Andalusia.
Disteso su quel letto di quella stanza di quell’albergo di Siviglia, probabilmente come aveva fatto anni fá Vázquez Montalbán, provo ad avvicinarmi a ció che lo scrittore avesse potuto pensare in quegli attimi. Magari quindi ad un suo nuovo libro, o alle recensioni su quello appena scritto. O ad un buon piatto da far preparare all’ottimo Biscuter, o ancora ad un litigio futuro tra la triste Charo e il disilluso Pepe. M’addormento in un sonno pesante e mi sento braccato anche io dall’ispettore Contreras, dai suoi sbirri, dalla loro voglia di farmi del male, di eliminarmi.
Forse ho mangiato troppa ‘fabada’ oggi...
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La strada rossa del flamenco, tra tapas, vino tinto e un albergo di siviglia.
L’avevo programmato da tempo. Era il mio unico desiderio, allora. Una data di quelle segnate sul calendario con il pennarello rosso fuoco. Proprio come il colore del flamenco. Il colore della passione, del dolore, della vita sincera. In questo colore io volevo entrarci con tutto me stesso. Non potevo cosí non immergermi nell’Andalusia. Inizio dove gli altri in genere finiscono, in un elegante albergo di Siviglia, dove il gentile personale mi consiglia la giusta strada da percorrere. Mi getto cosí subito nella notte sevillana, e percorro le buie strade del centro storico, alla ricerca del colore e del calore andaluso. E lo trovo e mi ci perdo. Completamente.
Le ore si fanno piccole, e la notte breve, e il giorno arriva presto ma io son pronto e lo aspetto. Stavolta é la zona di Triana a conquistarmi, una sorta di fascinazione. In un locale tipico, ad un tavolo di una terrazza con vista sul fiume Guadalquivir, mi lascio coccolare dalle tipiche tapas e da un vino, rosso anche lui, che mi ricorda un qualcosa di puro e patriarcale. E poi il flamenco, ancora, e la passione che vien fuori dalla ballerina andalusa, posseduta quasi dalla chitarra gitana che picchia giú duro. Anche stavolta torno tardi al mio albergo di Siviglia capitale, stanco ma leggero. La mattina mi vedrá di nuovo in Italia, e la compagnia aerea noterá probabilmente i miei occhi chiusi per colpa del sonno, e non vedrá il mio cuore infuocato grazie al flamenco. Ma questo sará un problema loro, non mio.
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Sapessi com’è strano perdersi e ritrovarsi in un albergo di Siviglia
Erano passati 8 anni, 3 mesi e 23 giorni dall’ultima volta che c’eravamo visti. ‘A presto’ mi aveva detto lei e io tristemente mi ero girato ed ero sparito. Pensavo che non l’avrei più rivista, e che avrei dovuto imparare di nuovo a viverne senza. Eppure, 8 anni 3 mesi e 23 giorni dopo, io le ero di nuovo di fronte. Lei, bella come prima. Piú di prima.
Non ci credevo ancora, non mi sembrava affatto possibile, ma quella stanza di quell’hotel di Siviglia era ancora lí, mi aveva aspettato.
Suvvia, mica pensavate che stessi parlando di una donna? Non siate ridicoli!
I segni della vita consumata erano su di noi, le vene lignee piú marcate che mai su di me, e su di lei un profumo d’altri tempi che delicatamente attanagliava il suo corpo, il suo mondo (che i poveri mortali chiameranno col nome di armadio, letto, poltrona a due piazze...).
Eravamo emozionati, ebbene sí. Io, ormai esperto e navigato architetto torinese, non avevo il coraggio di guardare negli occhi Lei, eterna stanza dai mille cuori di un albergo di Siviglia. E Lei si comportava come se io fossi la prima persona nella sua vita. E quasi a non voler ricordare il nostro ultimo incontro di quasi dieci anni fá, mi spiegava e mi raccontava tutto di sè, come si fa ad un novellino alle prime armi.
Ed invece io non avevo dimenticato nulla, anzi. Ogni notte, da quell’ultima notte insieme, avevo ripercorso e ricostruito e fantasticato su di noi, e nella mia testa e nel mio sangue fluivano fotografie del suo corpo, del suo mobilio (scusate la volgaritá).Ora era di nuovo tutto reale. Eravamo lì, l’uno con l’altro, l’uno nell’altro. Ed io, avvicinatomi piano e toccato delicatamente il suo letto soffice, sussurrai tre parole buone e profondamente m’addormentai.
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Sulla terrazza di un albergo di Siviglia, guardo il fiume e mangio.
Tranquilli, non è il nuovo libro di Pablo Coelho. Ma qualcosa di meglio, perlomeno per chi ha vissuto questa situazione come il sottoscritto. Se pensate che quete parole vi possano annoiare, beh, democracia docet, potete sempre cambiare canale. Se invece volete brevemente sapere come ci si senta nello stare seduti (per non dire spaparanzati) sulla terrazza di un albergo di Siviglia a degustare (per non dire strafogarsi) di tapas dinanzi ad una vista stupefacente, beh, leggete queste righe qui sotto.
Innanzitutto il fiume, placido ed onesto, menefregante di tutto, illuminato o quasi acceso da un sole che brucerebbe qualsiasi rosa. Ed una terrazza, con poltrone bianche, giganti, in cui vorresti dormire un sonno decennale. Ma non ora. Ora non si puó, perchè è tempo di tapas. Può sembrare strano che un anonimo ospite di un elegante albergo di Siviglia stia seduto tutta la mattina a mangiare intimamente squisite mini porzioni della cucina andalusa. Credetemi, è una esperienza mistica. Infilzate avidamente un pezzetto di tortilla con cipolla, così lucente ed elegante, e guardate piano verso la Torre del oro. E notate così lo stesso colore, lo stesso orgoglio. Ed ora è il turno di una porzione di Gambas al ajillo, il sapore dolce e fresco, il colore rosa come la pelle di una donna francese. Ed il vostro stomaco che vi dice ‘ancora’ e la vostra testa che pensa ‘claro’!
E potrei così passare ai Champiñones rellenos, una nobile armatura di funghi freschi pronta a proteggere 3 valorosi e saporitissimi soldati chiamati aglio, peperoncino e cipolla. E’ una battaglia che tutti vincono, mentre il fiume continua la sua canzone di giubilo. E poi un dolce mare di Gazpacho, ed anelli preziosi di calamares e... vi è per caso venuta fame? Anche a me! Buone tapas a tutti!
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Ultimo bus, ultima speranza per quell’albergo di siviglia
Le porte si aprono silenziose, quasi non vogliano disturbare la cittá che riposa. E lui, autista dell’ultimo autobus dell’ultima corsa dell’ultima notte dell’ultima periferia, sorride a me, ultimo ed unico e sperduto passeggero di questa giornata lunga e piovosa.
Ho quasi timore nel salire, la paura che questa giornata infernale non sia ancora finita mi prende forte e non mi lascia. Il suo sorriso è diabolico o angelico al tempo stesso, dipende dai miei occhi che lo guardano. Mi faccio coraggio e salgo.
L’autobus è vuoto, ci siamo solo io e lui. Gli rimango vicino, e con uno spagnolo stentato gli dico dove dovrei andare (neanche fosse un taxi poi...); ho una stanza riservata in questo albergo di Siviglia, è una zona centrale e fortunanatamente lui passerá lì vicino. Ha voglia di parlare, ha voglia di raccontare.
La sua giornata è stata felice (come puó essere felice la giornata di un autista di bus? O come puó non esserlo?) e di quell’albergo di Siviglia ne conosce vita e opere (per i miracoli si stanno attrezzando), essendo nato lì vicino. E proprio della sua vita cresciuta all’ombra di questo albergo mi inizia a parlare. E mi racconta delle domeniche mattina di quando era ragazzino, delle partite a pallone con gli amici gitani e dei baci rubati alle amichette, e di sua madre che lo chiamava dal balcone perchè la ‘fabada’ era pronta.
Ed io grazie a lui ritrovo la dimensione della realtá. Venti minuti di tragitto, e di storie, e siamo arrivati. L’albergo è lì, dietro quella piazzetta, pochi passi ancora. E mentre lo raggiungo come se fosse un karma mentalmente ringrazio il mio autista custode; e mi rendo conto che non ho pagato il biglietto.
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Una duchessa ed un barbiere in un albergo di Siviglia
Non ha ancora capito che il puzzo delle sue sigarette mi urta incredibilmente. Sono anni che ci conosciamo, sono suo cliente da quando ero poco piú che bambino e mio padre mi portava con sè il sabato mattina, e lui da gran professionista radeva la barba (a mio padre) e tagliava e pettinava (i miei capelli). E sin da allora, mentre svolge quotidianamente la sua arte, ripete incessamente sempre le solite due azioni: fuma e parla. A dispetto delle stagioni e dei governi, lui non cambia mai. Ed anche ora, annus dominis 2009, non vuole di certo smentirsi.
La nebbiolina delle sue Nazionali senza filtro viene fuori piano, lui è il nobiluomo di sempre e se ne frega della possibilitá che possa fastidiarmi. Fuma e parla, e stavolta, come tante altre in passato, è la volta di quell’incontro con una duchessa (ma sará vero poi?) in un albergo di Siviglia.Devo riconoscerlo, sá raccontare una storia. Magari perchè l’ha ripetuta migliaia di volte, perfezionata e corretta e s’avvicina piú ad essere un racconto che una vicenda vissuta. Ormai ha imparato cosa dire e cosa no, quando fare una pausa lunga e quando una corta, sá tenere la suspence e creare emozione. E quando parla, come ora, della sua vicenda preferita, quando mi racconta di quella volta che in un albergo di Siviglia ha incontrato quella duchessa olandese (o danese? Questo non lo ricorda piú) e avevano bevuto fiumi di Sherry, ed avevano fumato per ore (strano, no?) ed avevano parlato (strano anche questo) del mondo e di nulla, disegnato certezze e annientato sogni altrui, e avevano visto il sole morire e rinascere, anche ora dopo quarant’anni che questa storia è successa (o è stata inventata) la sua voce torna giovane, e i suoi occhi si inumidiscono ed io sento la paura reverenziale di dirgli che il fumo proprio non lo sopporto.
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